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MI-VE - Tappa 11 a piedi (15/09/12) - Da Monselice ad Abano Terme - 20 km

sab 15 Set 2012

Gli ospiti della Comunità San Francesco ci salutano in modo affettuoso, e uno di loro ci legge una sua composizione in metrica rap, dedicata ala serata insieme.

Che bello camminare liberi sugli argini dei canali, oggi è stata una tappa ideale, clima sereno e terso, tratti senza asfalto sugli argini, paesaggi pieni di storia, compagni di cammino con i quali raccontarsi, i colli Euganei sullo sfondo, paesi come Monselice e Battaglia dove ci si sente in armonia.
 

Guido Ululallaluna e Ornella sono tornati a casa, lasciandoci il bel ricordo della loro presenza, un video di commento, una parola da usare come slogan (CONVIVIALITA') e questo saluto: "buon proseguimento di viaggio a tutti voi... CAMMINATORI DELL'AVVENIRE".

Toccata e fuga anche per Gianluca Bonazzi, il "raccoglitore di storie" visionario che tanti cammini civili ama percorrere, nel salutarmi mi lascia con un suo pensiero: "Sentieri civili per i contadini nell'anima significa il ritorno all'essenzialità che tutto conduce, in uno spirito condiviso coi propri simili e con Madre Terra, per esser capaci di esprimere parole vere. Il futuro c'è, è a portata di mano, anzi di piede, per seminare saperi antichi, speranze nuove..."

Tatiana è una giovane compagna di cammino che mi accompagna da solo all'arrivo, mentre il gruppo si ferma in un bar che offre loro uno spriz. Io non ho voglia di fermarmi, voglio camminare, e lei si offre di accompagnarmi. Mi chiede "Ma allora tu sei un pesciolino fuor d'acqua?" per il fatto che vengo via con lei. Mi fa molto ridere. Essere pesciolini fuor d'acqua un po' mi appartiene. Un po' mi piace. Un po' mi fa soffrire.
Incontro interessante, mi fa capire tante cose del luogo in cui siamo, Abano Terme, cittadina dove i giovani hanno la prospettiva di omologarsi o andarsene... lei cerca la sua strada, e le auguro col cuore di trovarla, facendo il salto dal trampolino dell'omologazione verso il vuoto del coraggio.

Stasera siamo ospiti al CRC, il centro ricreativo comunale gestito dall'associazione Art Rock Cafè.
Federica e Riccardo ci accolgono con gioia, hanno da poco preso in gestione questa struttura che ha anche un teatro, organizzano corsi di musica rock e di pizza, e ci alloggiano nei camerini del teatro.
La cena è un assaggio di tanti tipi di pizze, tutte biologiche e con prodotti a chilometro zero, alcune tradizionali altre davvero originali (la mia preferita: mozzarella, pere, noci e insalata sopra).

A seguire un concerto sorpresa: musica elettronica vintage, con moog e registratore, musica liquida, anni 60-70, con Massimo Perseghin sul palco. Questi suoni evocano ricordi ormai passati, dalla memoria escono i Pink Floyd, i tedeschi (Tangerine Dream, Klaus Shulze), Eno, Moebius e Rodelius... Ben pochi di voi se li ricorderanno... Coraggioso.
Chiudo gli occhi e mi immergo in quei suoni come facevo con le immancabili cuffie grandi come meloni...

Lascio alcuni libri in bookcrossing oggi: alla Comunità San Francesco "L'arte del camminare", "Le case in legno" e "La mia prima bicicletta"; al CRC "Obiettivo decrescita".
Che la Forza sia con voi

Lukas Deepwalker


Claudio Jaccarino, oltre a dipingere ritratti che poi regala a chi incontra, ha composto alcuni haiku su chi cammina.
Eccone un esempio:

Metti un asino
Massimo Montanari
Nella tua vita


La decrescita del sonno

Come ho in più occasioni avuto modo di osservare, l’incoerenza è una categoria dello spirito piuttosto diffusa. Noi della MiVeSlow non ne siamo immuni.

Dunque, noi viaggiamo lenti per portare un messaggio di decrescita, di recupero di una dimensione più umana eccetera eccetera. La parte del viaggio lento è indubbiamente quella che rispettiamo, un pò perchè siamo costretti a farlo dal passo che ci danno gli asini, un po’ perchè la media giornaliera dei chilometri da percorrere (20 km trattabili, più abbondanti che scarsi) non ci permetterebbe di sicuro di correre.

Per il resto, il pragmatico Fabio fa osservare che se si tira la coperta da una parte ti rimane corta dall’altra. Ne consegue che dopo un giorno di cammino (lento) tutto il resto che rimane da fare subisce decise accelerate. E lì, quanto a coerenza, casca l’asino (tranquilli Greta, Gigi, Gastone e Ginevra: è solo un modo di dire).

Fino a questo momento non è mai capitato di arrivare a destinazione prima delle 18.30 – 19.00 di sera. A quel punto l’unica cosa che si desidera è una doccia e dal momento che siamo in 14 persone, in situazioni tipo camping, è evidente che nei temuti casi in cui la doccia sia in un esemplare unico, siamo bravi a farcela per ora di cena, con la completa assenza di tempi morti.

Poi si cena, poi magari si incontra chi ci ospita, si fa filò tra noi, si digerisce la cena e la serata è bella che andata. E’ allora che scatta in noi l’ansia da produzione: dicesi ansia da produzione la consapevolezza di aver esaurito il tempo utile per pubblicare gli aggiornamenti su FB, per scrivere i post sui blog, per mandare al web master dei siti dell’iniziativa, ogni notizia sugli eventi del giorno. Con buona pace delle nostre buone intenzioni di dare conto in diretta, day by day di ogni cosa che succede.

In questi giorni si sono viste scene inquietanti di alcuni di noi attrezzati di pile frontali sulla testa, attorno a un tavolo e di fronte al proprio notebook, digitare sulla tastiera quel che si riusciva, nel buio della camerata dove gli altri infilati nei sacchi a pelo erano già in fase REM.

Di natura sarei precisina e se una cosa non è fatta come dico io (in queso caso un post per il blog) non la pubblico. Tuttavia un amico mi ricorda che l’ottimo è spesso nemico del bene. Tradotto nel caso specifico, significa che se aspetto di ricomporre per benino gli appunti dei giorni scorsi per farne un diario di viaggio compiuto, probabilmente, visti i presupposti, arriverò al termine del viaggio stesso senza essere riuscita a raccontarlo.

Questa illuminazione mi ha suggerito di usare comunque questo canale per dare dei rimandi di ciò che sto vivendo con questo stimolante e vivace gruppo, ma di pubblicare con calma il dettaglio delle singole tappe già fatte. Insomma sì, con un po’ di ritardo, come quando le partite di calcio venivano trasmesse in differita.

L’alternativa infatti sta diventando poco praticabile ogni giorno che passa e che la stanchezza si accumula, perchè mi porterebbe a usare ore che devo dedicare necessariamente al riposo, se voglio camminare il giorno successivo. L’alternativa infatti sarebbe la decrescita… la decrescita del sonno.

Maria Grazia Dal Pra'

(fonte)


Abbiamo appena pubblicato il video dell'intervista a Claudio Scaglianti, presidente dell'associazione steineriana Nuova Terraviva, che gestisce il parco agricolo dentro le mura dove siamo stati ospiti a Ferrara.

Scoprite gli altri video che abbiamo già pubblicato dall'inizio del nostro viaggio…

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