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MI-VE - Tappa 10 a piedi (14/09/12) - Da Stanghella a Monselice - 23,1 km

ven 14 Set 2012

Da Stanghella a Monselice è un lungo tratto di argine del Garzon, sono campi di mais da traversare, contadini che ti vengono incontro con uva e mele del loro campo. Passiamo per Solesino, e qui è lunga sosta tra bar, pizzeria e giochi. Il gruppo si anarchizza, e la strada è lunga. Il passaggio di una nuova superstrada ci crea qualche problema, tra svincoli e cavalcavia: appena costruita ha barriere architettoniche per asini. Tiene conto solo delle auto, il resto non conta. Poco lungimiranti.
Alla fine saranno ventitre chilometri, gli ultimi su strada di ghiaia con Federica che ci viene incontro per accompagnarci alla Comunità San Francesco.
La cena è insieme alla comunità. Più di sessanta persone. Il nostro pittore si concede in un performance artistica: un ritratto a testa, due minuti a ritratto. Per prime si mettono in fila le ragazze, per coraggio e vanità. Poi timidi seguono gli uomini. Lui con pochi tratti di pennello e colori cerca di coglierne l’esterno e un poco anche di quello che hanno dentro.
Raccontiamo cosa stiamo facendo. Massimo legge le sue filastrocche sulle orecchie degli asini. Applaudono tutti felici e gli chiedono il bis.
Ci ha raggiunto Gianluca, che legge una poesia di Andrea Zanzotto.
Insomma, anche a loro lasciamo la nostra energia, “produttori di energia” o “portatori di energia” ci siamo definiti ieri.
Loro in cambio ci accolgono con grande gioia, e la cena per noi vegetariani è pensata con amore: pane lievitato con pasta madre, lenticchie, hummus, che faccio assaggiare ai compagni di tavolo, curiosi di questa strana salsina bianca.

Claudio si è cimentato nella composizione di haiku, voglio provarci anch’io per commentare una foto che mi piace molto. Non ne ho mai scritti, quindi non ridete di me:

Cavallo sembra
E sembra prateria
Ma quasi non è

Lukas Deepwalker


Aggiungi un posto a tavola

14 settembre – Stanghella – Solesino – Monselice (24 km)

Ieri serata di lusso. Cena al ristorante, ospiti del sindaco di Stanghella, Marco Soldà, che ci ha accolto insieme a Eva Verlich, assessore alla cultura (anzi, ex assessore alla cultura, perché si è dimessa, visto che i due piccioncini stanno per convolare a giuste nozze, galeotta fu la giunta).

E abbiamo anche dormito benissimo. Addirittura su un vero materasso (che non è poco, quando sei in cammino). Grazie a due ospiti eccezionali, Renata Favaro e Mario Gallina, persone che ti sembra di conoscere da sempre. Ci hanno ospitato (noi e gli asini) nella loro casa, “Nostra Signora degli alberi” (nessun riferimento a Carmelo Bene, ma solo al bosco che spunta a sorpresa dietro questa casettina con le imposte rosse). Anche Renata e Mario sono asinari. Questa dimora d’epoca (risale al 1861), che sembra uscita da una favola, ospita infatti AsinOasi, l’associazione Oasi dell’asino.

Al risveglio stamattina avevamo una missione da compiere: incontrare i bambini della scuola elementare Galilei di Stanghella. Qui Massimo Montanari ha fatto il mattatore con più di un centinaio di bambini, che poi hanno amabilmente tormentato gli asini (che d’altra parte si sono fatti strapazzare senza scomporsi, sono abituati ad avere a che fare con i bambini!).
Sulla tappa di oggi invece poco da dire: 12 km sono diventati 24. Misteri delle mappature Gps? Abbiamo attraversato argini ricoperti di menta, campi di mais già tagliato e raccolto, un passaggio a livello, un cavalcavia, un paio di rotatorie. Durante il percorso un contadino ci ha regalato uva e pere del suo orto, Federica della pizzeria Sesto Senso di Solesino ci ha offerto delle fantastiche birre ghiacciate, un melograno ci ha rallegrato con i suoi frutti (la melagrana mi mette sempre di buonumore).

Claudio Jaccarino, che non perde occasione per dipingere i suoi acquerelli, oggi ci ha anche letto i suoi haiku, brevi rime di origine giapponese (schema 7-5-7). Ne ha dedicato uno a ciascuno di noi. Avere un pittore-poeta nella Milano Venezia Slow non è roba da poco. Conferisce un aspetto romantico e decadente al cammino, che altrimenti è (quasi) solo fatica, sudore e vesciche.
Questo è l’haiku che Claudio mi ha dedicato
Sicula Raffa
Assai n’addivirtiemu
Scrive di notte

Guido_ulula_alla_luna, il guru del gruppo, che oggi ci lascia, ci ha letto le sue riflessioni sulla decrescita. Tre sono i suoi suggerimenti: co-dinner (mangiare insieme, ovvero convivialità), co-helping (aiutarsi, ovvero solidarietà), co-housing (abitare insieme, ovvero comunità). E stasera, quasi a mettere in pratica questi suggerimenti, siamo approdati alla comunità San Francesco di Monselice, dove i frati francescani offrono sostegno e supporto a ragazzi con problemi di alcol e droga. Nel rispetto delle regole della comunità ci siamo astenuti dal consumo di alcol (e droga, ovviamente). Cosa non facile per Massimo Montanari, che mediamente fa 10 al litro (10 km con un litro di vino). Ma oltre a una calda accoglienza, i ragazzi della comunità ci hanno regalato un video rap, scritto appositamente da uno di loro, Attias. Camminare slow è anche questo: ti fermi, incontri persone col cuore in mano, e scambi un pezzo di vita con loro. Così i ragazzi hanno voluto sapere tutti i dettagli del nostro viaggio a piedi. Noi siamo ripartiti portandoci dietro una canzone speciale tutta per noi.

Raffaella Spadola

(fonte)


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