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MI-VE - Tappa 07 a piedi (11/09/12) - Da Ferrara a Ro - 23,7 km

mar 11 Set 2012

Siamo partiti a piedi, accompagnati dai nostri quattro asini Gastone, Gigi, Greta, Ginevra.
Che devo dire sono stati bravissimi, quando c'era da camminare hanno camminato anche spediti. Perché la tappa era lunga, 23,7 chilometri.
Di cui molti sull'argine del Po.
Asfaltato, purtroppo.
E pieno di ciclisti.
Nei confronti di un gruppo che era di ciclisti fino al giorno prima, ciclisti appena scesi dalla bici, ci si sarebbe aspettato più solidarietà da parte degli altri ciclisti.
Ma i ciclisti ferraresi dell'argine "destra Po" vanno veloci.
Un gruppo di 14 umani e 4 asini che ingombrano la strada, andando a passo lento, a qualche ciclista dà fastidio. Chiedono strada a gran voce, e protestano se costretti a rallentare.
La lentezza non è ancora un valore condiviso.
La lentezza è d'intralcio.
Mi ricorda di un episodio di qualche mese fa: stavamo percorrendo un prato a passo molto lento, era una meditazione camminata di gruppo. In silenzio. Un gruppo di ciclisti passò vicino, e tra loro cominciarono a commentare ad alta voce "guarda 'sti grulli" e cose del genere. La lentezza non era accettata perché non capita, in un mondo in cui domina la velocità.
La velocità è un valore positivo, la lentezza negativo. Come l'asino, da sempre sinonimo di negativo.
Noi oggi diciamo l'esatto contrario: lento è bello, asino è bello, "lenti ma presenti", come dice Massimo.

Ma poi ci sono quelli che ci accolgono con gioia: ciclisti che si fermano a parlare, un anziano di ottant'anni che cammina come noi (vedi video), una famiglia che ci ospita per offrirci acqua e vino.
Si vive a lungo, tanti ottantenni arzilli, abbiamo conosciuto sul lungo Po.
E poi i nostri ospiti, oggi siamo a Ro ospiti di Giovanni Dalle Molle e della sua famiglia, proprietari della CasadiRo, azienda agricola biologica. Siamo arrivati da poco, ma l'ospitalità promette bene: alcuni di noi sono impegnati con Giovanni a preparare un cena tutti insieme, sotto il portico della loro cascina.
A domani (se la Forza lo vorrà)

Lukas Deepwalker


Forse erano le quattro quando stamattina il gallo ha cantato per la prima volta. Poi si è affacciata l'alba e l'avanzare della luce ci ha svegliati, uno dopo l'altro: il nostro primo risveglio tutti assieme, ancora in fase di ambientamento, ma pronti a partire. In teoria quasi sconosciuti, in realtà accomunati da questo progetto che già da qualche settimana ha permesso, sia pure a distanza, di creare tra noi un collegamento. L'incontro ha confermato infatti le nostre impressioni mediate fino a quel momento da e-mail, Facebook, qualche telefonata.

La prima tappa a piedi da Ferrara a Ro ci ha visti colorati e gioiosi in compagnia dei quattro asini dai nomi che cominciano per G (Ginevra, Gastone, Gianni e Greta) uscire da Ferrara sotto gli sguardi divertiti dei passanti e approdare alla riva destra del Po, un lungo nastro di asfalto scaldato da un sole ancora potente.

E proprio lì, in quella specie di pista sempre uguale per decine di chilometri che abbiamo incontrato gli accoglienti sconosciuti del Po. Gente del posto, uscita per offrirci ristoro con una canna dell'acqua, un bicchiere di vino, delle carote per gli asini, delle pere appena raccolte.

Nel pic nic improvvisato mettendo in condivisione ognuno il proprio cibo abbiamo riso di gusto ascoltando le filastrocche di Massimo all'ombra di una rara pianta con lo sfondo di lenzuola stese. All'insospettabile centro anziani di Francolini siamo pure riusciti a socializzare con gli avventori bevendo un caffè.

Andare lenti vuol dire anche investire il tempo nella relazione, ripartire da lì, dalla convivialità, dall'ascolto dell'altro, dalla tolleranza. Andare lenti non significa soltanto arrivare alla meta cotti dal sole intraprendente di settembre, ma permette anche avere il tempo di conoscere i propri compagni di viaggio, di ascoltare le storie dei luoghi raccontate da chi ci abita; di sentirsi accolti.

Stasera ci sentiamo riconoscenti alla famiglia di Giovanni Dalle Molle che ci ha offerto la doccia, la cena, lo spazio per dormire. Con la sua azienda biologica e le sue mostre diffuse porta avanti non solo un lavoro ma valori umani e culturali. Ma siamo grati anche agli abitanti del borgo antico di Zocca e ai tanti altri sconosciuti del Po che oggi abbiamo incontrato sul nostro cammino.

Maria Grazia Dal Prà


A Ro siamo accolti da Giovanni Dalle Molle, presso la "Casa di Ro", denominata Pastoreria, un'azienda agricola biologica che ospita anche uno spazio espositivo e un atelier.


Dal blog di Maria Grazia: Gli accoglienti sconosciuti del Po

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