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Luca_Gianotti

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Perché mi metto in cammino

Prima credevo di saperlo bene, adesso non sono più così sicuro.
Per testimoniare, per capire, per conoscere, per portare un messaggio... non sono sicuro.
Forse solo perché sto bene mentre cammino? Forse.
Ma allora potevo andare a camminare con la mia famiglia.
Perché sono proprio qui, a Ferrara, tra cosce e zanzare, “certe notti” te lo devi proprio chiedere.
Domani partiamo per Venezia. C’è la conferenza internazionale sulla decrescita... e io cosa posso fare col mio cammino?
Incontrare realtà virtuose di cui portare testimonianza... ma è stato anche abbastanza difficile trovarne di realtà virtuose... è stato difficile anche trovare posti che ci ospitassero per la notte, anche solo mettere giù quattro tende e quattro asinelli, un prato, è stato difficile trovarlo, qualche volta... Dai, non dire così, qualche volta no, non è stato difficile, ci aspettano gruppi di entusiasti, ma vedremo, inutile pensarci ora...
Ora però c’è da chiedersi perché mi metto in cammino... conosco Massimo e i suoi asinelli, gli altri non li conosco... sono guida ma questa volta non devo fare la guida... o devo farla?
Che si aspettano da me?
C’è Guido Ululaallaluna, questo è bello, perché ha con se uno striscione allegro che è il nostro slogan, dice che dobbiamo “reincantare il mondo”.
Ah si?
L’ha detto Latouche.
Ah si?
Se non so neanche reincantare me stesso.
Ah, ecco il punto. Reincantare se stessi per reincantare il mondo.
Già qualcosa, già qualcosa.
Però cerchiamo di essere onesti. Tutto questo mettersi in cammino per fare del bene all’umanità, è poco credibile. Quindi cercherò di fare del mio meglio, ma camminare è un piacere, e a me piace camminare. Ecco perché oggi sono qui.
Per reincantare me stesso, nella speranza si possa anche reincantare il mondo.

Poi però ho scoperto che a Ferrara c’è un terreno agricolo di 4 ettari dentro le mura, nel centro storico, e ho scoperto che è il più grande terreno agricolo in un centro storico d’Europa che è gestito da una Associazione steineriana, Terraviva, che fa tante cose di grande valore, dall’apicoltura biodinamica all’orto condiviso, dal cosmogramma per meditare al frutteto di frutti antichi. Poi siamo stati a cena al Centro Sociale Via della Resistenza, 34, e ci hanno ospitati con generosità, una cena per tutti noi e un concerto di pizzica e tarante. E abbiamo ballato.
E allora un senso ho cominciato a vederlo.
E allora ho aperto la mia scatola di cartone che avevo portato fin qui.
Il primo gesto concreto che farò lungo il cammino è regalare un libro a chi incontro, ho con me una scatola piena, un bookcrossing camminante, possibile solo grazie agli asinelli che la trasporteranno sul basto. Al centro sociale ho lasciato “Indignatevi!” di Hessel, all’Associazione Terraviva “L’arte del camminare”.
Un saluto a tutti, appuntamento ogni sera su questi schermi (se la Forza lo vuole).

Lukas Deepwalker

(prima pubblicazione: Milano-Venezia slow, 10/09/12)