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Guido_UlulaAllaLuna

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Il cammino della decrescita

Contributo al “Milano Venezia slow”. 19-23 settembre 2012, Verso Venezia, convegno internazionale sulla decrescita.

Serge Latouche lo chiama “decolonizzare l’immaginario”.
Ne fa uno dei concetti chiave della sua proposta per una decrescita felice.
Decrescita vuol dire prendere coscienza dei limiti della biosfera che ci ospita e, di conseguenza, di noi esseri umani.
Il che implica una rivoluzione rispetto al pensarci padroni dell’universo ed all’ipotizzare una crescita continua dello sfruttamento delle sue risorse.

Il problema è di come rendere percorribile questa strada.
Come far sì che non resti solo una bella utopia, impotente nel modificare interessi e poteri che vanno nella direzione opposta.

Il cammino della decrescita.

Occorre uno strumento concreto, che ognuno di noi possa usare per rendersi interprete attivo del cambiamento.
Decolonizzare l’immaginario significa lavorare per darci altri valori rispetto a quelli inculcatici da una società materialista, individualista e consumista.
Uscendo dal mito del dio denaro.
Superando la logica di un vuoto apparire.
Chiedendoci davvero quali sono le radici profonde che ci possono donare la felicità.

Io credo che dovremo aprirci a una grande riflessione collettiva sull’amore.

La scienza ed i più autorevoli studi psicologici e filosofici hanno appurato che è il nucleo empatico quello che sta al centro del nostro benessere.
È solo partendo da questa conoscenza che potremo agire utilmente per educare agli affetti noi stessi e gli altri.
Modalità di relazione collaborative e conviviali le possiamo realizzare senza aspettarci che ci vengano concesse dall’alto.

La sostanza della decrescita è immaginare un nuovo umanesimo, che non abbia come sua religione l’economia, ma un buon rapporto fra le genti.

Guido   Ulula alla Luna

Milano-Venezia slow: a passo lento verso la decrescita

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